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Petite Histoire de la Science-Fiction Française et de l'édition de science-fiction en France de 1371 à 1981.

Jean-Pierre FONTANA

Grande Enciclopedia della Fantascienza, Del Drago, novembre 1981
 FRANCE 
Traductions disponibles

          Science Fiction in Francia.

          Se gli Stati Uniti d'America sono generalmente considerati la patria d'elezione della fantascienza moderna, bisogna almeno riconoscere alla Francia di aver, da molto tempo, ospitato forti correnti letterarie fondate sull'immaginario, dalle Utopie fino all'Anticipazione scientifica. E dato che la parentela dei generi è evidente e che ognuno di loro si manifesta con l'invenzione di un altro mondo — spaziale o temporale — o con il tentativo di elaborazione di un futuro, la storia che noi raccontiamo incomincia appena prima del Rinascimento.

          l — PRIMO PERIODO : LE UTOPIE.
          Bisognerebbe probabilmente entrare in argomento con le numerose Canzoni di Gesta che solcarono il Medioevo e che costituivano in sé stesse vere Utopie. Ma ricorderemo qui un solo racconto per non appesantira un panorama che — lo vedremo — non mancherà di citazioni. I Voyages de Sir John Mandeville, composti primà in francese nel 1371, possono in ogni caso costituire una seria base di partenza del nostro itinerario cronologico perché uniscono nello stesso tempo la finzione romanzesca presentata sotto un'apparenza di verità all'invenzione geografica e sociologica, argomenti che ritroveremo quasi costantemente in seguito. Probabilmente ispirata da Le livre de Marco Polo, quest'opera è il resconto stravagante di una spedizione dell'autore in Oriente, in cui sono compilate mitologie e leggende delle quali i suoi tempi non si privavano.
          Con François Rabelais (circa 1494-1553), l'Utopia e la Satira legheranno particolarmente bene e permetteranno al celebre curato di Meudon di affrontare i grandi problemi del suo tempo, di esprimere l'orrore delle superstizioni e la fede di una scienza generatrice di progresso. Egli crea con Pantagruel (1532) e fino al Cinquième livre (1564 pubblicato dopo la sua morte), tipi immortali — Panurgo, Picrocollo... — e territori d'apparenze immaginarie — isole strane, paese d'Oltre, Lanternois, Entelechia o Regno della Quinta Essenza... — ed immagina perfino la partenza (di Pantagruel) per la Luna, ciô che realizzerà la Satire Menippée nel 1594, più un libello politico che un resoconto di viaggio straordinario, diretto contro la Lega e frutto dell'associazione di parecchi autori fra cui il canonico Pierre Le Roy che ne fu l'ispiratore.
          In ogni caso il Cinquecento francese mostra una grande curiosità per altri modi di vita, lo testimonia il codice fittizio di Raoul Spifame, Signore di Granges (morto nel 1553), intitolato Dicaerchiae Henrici, regis christianissimi, Progymnasmata (1556) ma scritto in francese. e che sostiene per esempio l'abolizione del lutto, il divieto di curnulo delle cariche e l'obbligo di lavoro per gli oziosi ; lo testirnonia ancora L'idée de la République (1583) e Le moyen de parvenir (1610 di François Vatable Beroalde de Verville (1556 — dopo 1623), un calviniste pentito diventato canonico il cui modo di scrivere gustoso e volentieri goliardico, nella pura tradizione di Rabelais, descrive dei regimi politici irnmaginari.
          Ma è a partire dal Seicento che l'Utopia si svilupperà veramente. Les Hermaphrodites (1605) di certo Thomas Artus (morto dopo a 1614) racconta gli usi in vigore su di un'isola galleggiante dove il vizio e l'omicidio dettano legge. Tuttavia si tratta essenzialmente di una satira della corte di Enrico III. Ma la vera Utopia non si farà aspettare molto. Opera di un anonimo appare nel 1616 corï il titolo : Histoire du Grand et Admirable Royaume d'Antangil trae ispirazione dalla Repubblica di Ginevra con un interesse particolare per le arti marziali.
          Charles Sorel, Signore di Souvigny (circa 1600-1674), istoriografo di Francia, affronta il genere utopico a parecchie riprese, con un racconto realistico prima, intitolato La vraye histoire comique de Francion (1623) in cui un romanziere chiamato Hortensius evoca le città erette sui nostro satellite, attraverso la parodia poi con Le berger extravagant (1627) scrive diversi romanzi pastorali in gran voga dopo L'Astrée (pubblicato a partire dal 1607) ed in cui si incontrano uomini della pelle « trasparente come carta oleata ». Ma è nelle sue Gazette et Nouvelles ordinaires de divers pays lointains (1632) che Sorel lascerà maggiormente correre la sua di immaginazione creando una donna artificiale rnetallica che conosce tutte le lingue. Del resto riannoderà i rapporti con esseri di metallo in Recueils de pièces en prose (1644 e 1658) in cui vediamo un fabbro inventare servitori e serve meccanici. Infine La Maison des Jeux (1642), Sorel racconta strani viaggi in luoghi non meno straordinari e irnmagina una repubblica basata sul merito, nel 1659, La Description de l'Ile de Portraiture et de la ville des Portraits. Il suo umore indipendente gli fece perdere la sua pensione d'istoriografo nel 1663, a partire da questa data dovette vivere del suo mestiere di scrittore, non senza difficoltà.
          Hector Savinien Cyrano de Bergerac (1619-1655), parigino e non guascone come che lo ha abusivamènte presentato Edmond Rostand e con lui numerosi altri scrittori popolari, scienziato e non letterato, discepolo di Molière e di Gassendi, ha concepito un'Uto topia — la più intéressante del secolo — in cui espone le sue audacissime idee in materia di filosofia, fisica, astronomia : L'autre monde (circa 1647). Pubblicato in due frammenti dopo la sua morte, uno intitolato Histoire comique contenant les Etats et Empires de la Lune (1657), l'altro Fragment d'histoire comique contenant les Etats et Empires du Soleil (1662), questo racconto sviluppa la visione dell'autore sulla natura e la politica, « afferma il movimento della Terra, l'eternità e l'infinità del mondo, l'intelligenza degli animali, la potenza dell'immaginazione e la costituzione atomica dei corpi ; critica le prove dell'immortalità dell'anima e della Provvidenza, combatte la creazione e i rniracolï, si conclude con una specie di panteisrno naturalista e, cammin facendo... dà la formula dell'aerostato, del paracadute e del grammofono » (René Pintard). Si puo affermare che L'autre monde « è stata l'opera più efficace nel seicento per la diffusione del libertinaggio filosofico », dice ancora Georges Dupeyron (« Storia letteraria di Francia-, Editions Sociales, 1966) che aggiunge : » Fu senz'altro il primo dei nostri scrittori che abbia avuto fiducia nell'immaginazione e nel sogno non meno che nella ragione. Li considera strumenti di scoperta intellettuale, di progresso scientifico,. di liberazione in genere « .
          Ma non abbiamo ancora finito con il Seicento. Uno sconosciuto, Jacques Guttin, redige Epigone, Histoire du siècle futur (1659) e dà all'anticipazione la sua prima opera importante. Si puô ancora citare : La Terre australe connue (1676) di Gabriel de Foigny (verso 1630-1692), un prete spretato poi pentito, un'opera in cui l'autore descrive una società ideale di tipo comunista e dalla religione unica e senza dogmi ; L'Histoire des Sévarambes (pubblicato dal 1675 al 1679) di certo Denis Veiras, in altri termini quella di abitanti ipotetici di terre australi in cui la superiorità sugli Europei proviene essenzialmente da una migliore legislazione nella quale niente è contrario al diritto naturale ; infine, Les aventures de Télémaque, fils d'Ulysse (1699) di François de Salignac de La Mothe Fénelon (1651-1715), periplo immaginario verso paesi di pura invenzione coma la Bétique o Salente e nel quale Luigi XIV, re di Francia, penso riscontrare una critica del suo regno, e altri « delle massime atte a far regnare nella società la ragione, la giustizia, 1'umanità » (Il Larousse). Esiliato nella sua diocesi, Fénelon, arcivescovo di Cambrai, si dedicherà allora fino alla morte a opere di carità e pubblicherà, in particolare, le Fables e i Dialogues des morts cornposti per il suo allievo, il duca di Borgogna.
          Osserviamo che la maggior parte delle opere utopiche che vanno moltiplicandosi in quell'epoca costituiscono una reazione alla miseria e all'ingiustizia e propongono società ugualitarie. È il caso della Histoire de Calejava, ou de l'Isle des Hommes raisonnables (1700) di Claude Gilbert (1652-1720) che inaugura in qualche modo ü Settecento. Ma l'autore distruggerà le copie dell'opera alla sua pubblicazione, nel timore di persecuzioni. In compenso, Simon Tyssot de Patot (1655-1728 circa) si volge più verso l'avventura in occasione dei suoi due volumi : La vie, les aventures de Jacques Massé (1710) che si svolgono ancora una volta nelle terre australi decisamente molto di moda, poi La vie, les aventures et le voyage de Groenland du révérend Père Cordelier Pierre de Mésange (1720) in cui si parla, ci dice Pierre Versins (nella sua Enciclopedia dell'Utopia e della Fantascienza, L'Age d'Homme, 1972) di città sotterranee e di piccole creature dalla faccia umana, nude e alate come pipistrelli « . Il mito della » Terra cava « fu cosi inventato per quel che riguarda la Francia. Fin dall'anno seguente un anonirno se ne appropriô di nuovo per redigere una Relation d'un voyage du pôle arctique au pôle antarctique par le Centre du Monde ; avec la description de ce périlleux passage et des choses merveilleuses et étonnantes qu'on a découvertes sous le pôle Antarctique. Il titolo, che basta da solo, prefïgura i romanzi della serie della seconda metà dell'Ottocento. » Ne scaturisce « , dice ancora Pierre Versins nella rimarchevole antologia Outrepart (La Proue — la Tête de Feuilles, 1971) consacrata ai testi congetturali di prima del 1787, » un realismo che molti scrittori posteriori tenteranno di ritrovare, generalrnente invano « .
          Nel 1725. Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux (1688-1763), autore drammatico, diede un'opera intitolata L'île des Esclaves in cui la situazione di questi ultimi è intercambiata con quella dei loro padroni. Il celebre autore di Trame dell'Amore e del Caso tornerà a parecchie riprese al genere utopico, nel 1797 con L'Ile de la Raison ou les Petits Hommes, ispirato dal primo dei Viaggi di Gulliver di Swift, nel 1729 con La Nouvelle Colonie ou la Ligue des Femmes, recitato una volta soltanto e in cui le donne prendevano il potere, anche se per poco tempo.
          Con Lamékis ou les Voyages extraordinaires d'un Egyptien dans la Terre intérieure, avec la découverte de l'île des Sylphides (1735-1737), è il ritorno al tema della Terra cava, scritto questa volta da Charles de Fieux, cavaliere di Mouhy (1701-1784), sollecitatore dei processi di Voltaire prima di entrare al servizio —  poco confessabile — del Maresciallo di Belle-Isle. Un oscuro Cavaliere di Bethune firma verso il 1750 la Relation du monde de Mercure che avrebbe scoperto grazie all'occhiale filosofico di un saggio indù e in cui vediamo abitanti di quel mondo, provvisti d'ali e quasi immortali, organizzare matrimoni in prova e fabbricare case. con l'aiuto di stampi. È un ritorno allo spazio che confermerà nel 1752 il Micromégas di Voltaire, uno degli spiriti più lucidi e più perspicaci del suo tempo. Ricordiamo soltanto che questo racconto narra la visita di due extraterrestri nel nostro mondo.
          L'anno seguente esce il Naufrage des Iles Flottantes ou Basiliade du célèbre Pilpai di Morelly, un filosofo che ha notevolrnente influenzato Babeuf e la cui opera sopracitata descrive una società fondata su principi communisti e tenta di dimostrare che il progresso tecnico é delle arti non genera per forza il progresso morale. L'autore, del resto sconosciuto, riprenderà questi argomenti nel Code de la Nature ou véritable esprit de ses lois, de tout temps négligé ou méconnu (1755) che pone il dilemma della società industriale : « Puo una civilizzazione tecnicamente complessa essere anche moralmente elevata se si è avuto cura di edificarla su leggi giuste ? » (Jean Servier in Histoire de l'Utopie « Idées » N.R.F., 1967). Annunciatore delle grandi riforme della Rivoluzione, Morelly farà largamente scuola.
          Charles François Thiphaigne de la Roche (1729-1774) consacrera una buona parte della sua produzione alla congettura. Si avvicina considerevolmente alla fantascienza nella sua forma moderna, e cioè « al riparo di una finzione, tende ad insegnare le scienze » (Pierre Versins). Citiamo in particolare : Amilec ou la graine d'hommes qui sert à peupler les planètes (1754, 3' ed.), Giphantie (1760), opera piena d'invenzioni quali la fotografia a colori e la comunicazione audiovisiva, L'Empire des Zaziris sur les Hummains ou la Zazirocratie (1761) sul tema, spesso ripreso da allora, della manipolazione degli uomini da parte di entità superiori, Histoire des Calligènes ou Mémoires de Duncan (1765), utopia comunista e maltusianista.
          Due opere, ristampate dalla Ed. France Adel, nel 1977, interessano nello stesso tempo il genere utopico e la fantascienza propriamente detta. La prirna, L'an 2440, è dovuta a Louis-Sébastien Mercier (1740-1814), tragediografo e cronista che benefïcio, fino alla Rivoluzione, della protezione di Maria Antonietta, regina di Francia. In questo libro, l'autore descrive lo stato francese sotto il regno di un sovrano filosofo e sviluppa una visione idilliaca di Parigi. La seconda, La découverte australe par un homme volant, ou le Dédale français (1781) è opera di Nicolas Restif de la Bretonne (1734-1806) ; figlio di contadini, diventato tipografo e scrittore e uno degli uomini più frequentati e apprezzati d'allora. Con questo racconto, l'autore si avventura nel campo delle ipotesi sulle origini e il divenire dell'uomo che pensa dipendano dal progresso scientifico, prendendo a questo scopo un itinerario attraverso isole abitate da creature stupefacenti quanto gli usi che praticano. Ma bisognerebbe citare quasi tutto di questo scrittore prolifîco, in particolare Les vingt épouses des vingt associés (1781), narrazione di un'esperienza comunitaria retta da regole di uguaglianza.
          Un'astronave elettrica vede il giorno nel 1775 sotto la penna del chimico Louis-Guillaume de la Follie (1739-1780) : Le philosophe sans prétention. Jean-Jacques Casanova de Seingalt, autore delle Memoires scende a sua volta al centro della Terra nel suo Icosameron ou Histoire d'Edouard et d'EIisabeth qui passèrent quatre-vingt-un ans chez les Mégamicres habitants aborigènes du Protocosme dans l'intérieur de notre globe (1788) e i cui eroi tentano di ricreare la civilizzazione della superficie nelle profondità del globo. Infine, il secolo termina con la pubblicazione del Crocodile ou la Guerre du Bien et du Mal (1799) di Louis-Claude de Saint-Martin, qui ancora libro zeppo d'invenzioni come parole gelate che bisogna leggere spostandosi nello spazio.
          Nel 1800 esce Olbie ou essai sur les moyens de réformer les moeurs d'une nation, di Jean-Baptiste Say (1767-1832), economista, discepolo di Adam Smith, e che ebbe a che dire con l'imperatore Napoleone I. L'anno 1805 ci porta Le dernier homme ou Omegarus et Syderia di Jean-Baptiste Cousin de Grainville (1746-1805). Questo viaggio verso il futuro, anche se non è sostenuto da concetti scientifici e mischia mitologia e allegoria all'aventura e agli sviluppi filosofici, annuncia tuttavia un importante numero di temi della fantascienza d'oggi, ed occupa, a questo titolo, un ruolo cerniera. Lo storico americano della fantascienza, Brian Ash, non si è del resto sbagliato e inizia giustamente la cronologia di The Visual Encyclopedia of Science-Fiction (in Francia : Encyclopédie Visuelle de la Science-Fiction, Ed. Albin Michel,. 1979) con questo testo.
          Tre anni dopo, 1'utopista Charles Fourier pubblicà la Théorie des Quatre Mouvements. L'opera di questo filosofo, che si estende su di una quarantina d'anni, è smaltata « di quadri in cui la finzione si introduce a titolo di esempi vivi del pensiero » (Pierre Versins). Delle scene futuriste che dipinge, quelle forse più sorprendenti, annunciate nel 1808 con il titolo di Dialogues de l'an 2200, non sono purtroppo mai state pubblicate. Nel 1833, Charles Nodier (1780-1844), uno dei grandi del Romanticismo, pubblica il dittico : Hurlubleu, Grand Manifafa d'Hurlubière, ou la Perfectibilité, Histoire progressive, sequito da Leviathan-le-Long, Archikan des Patagons de l'Ile savante, ou la Perfectibilité. Pour faire suite à Hurlubleu, histoire progressive. Si tratta di un viaggio verso l'avvenire che inizia nel 1933 (e non nel 1833 !) e termina dopo 10.000 anni grazie a un lungo sonno che prefigura l'ibernazione. Se quest'opera puo essere messa sul conto delle utopie, bisogna tuttavia osservare che vediamo qui apparire la preoccupazione dell'ipotesi tecnologica, preoccupazione che andrà aumentando durante gli anni seguenti.
          E mentre Edgar Poe s'appresta, oltreatlantico, a pubblicare le Aventures d'Arthur Gordon Pym, un'importante ucronia, (« utopia applicata alla Storia, logicamente storia rifatta tale quale avrebbe pututo essere e non è stata, » Larousse dixit), termine inventato da Renouvier nel 1876, vede il giorno nel 1836. S'intitola Napoléon et la conquête du Monde. 1812 à 1832. Histoire de la Monarchie universelle ed è firmata Louis Geoffroy (1803-1858). In questo romanzo Napoleone I, dopa l'incendie di Mosca, continua ad avanzare invece di battere in ritirata come si sa e, dopo l'Europa intraprende e porta a termine la conquista del mondo. Muore nel 1832 alla fine di un regno pieno dei benefici di una legislazione esemplare e dei successi della scienza.
          Passiamo rapidamente su La chute d'un ange (1838) di Larnartine (1790-1869), un ampio quadro di « poesia antidiluviana primitiva, orientale e biblica » (Maurice Levaillant) e scopriamo Le voyage en Icarie (1839) di Etienne Cabet (1788-1856), una delle ultime grandi Utopie francesi, che ancora una volta sbocca nel comunisrno, e che l'autore tenterà invano di organizzare, nel Texas prima e poi nello Illinois. Morirà a Saint-Louis (Mississipi), disperato per il suo scacco.

          Il — SECONDO PERIODO : IL ROMANZO SCIENTIFICO.
          Le monde tel qu'il sera (1845) di Emile Souvestre (1806-1854), conosciuto soprattutto per i suoi romanzi brettoni ed il suo teatro, è un opera importante che marca veramente l'inizio di una nuova corrente dell'anticipazione scientifica e dei viaggi straordinari. Si dice sovente che Jules Verne aveva inventato il sottomarino e ben altre meraviglie tecnologiche. In questo racconto in cui un uomo venuto dal futuro trascina nella sua epoca uns coppia dell'ottocento ; la metropolitana, la posta penumatica, le carrozzelle volanti sono già ingredienti di un romanzo in cui la società dell'avvenire è minuziosamente dipinta ma non appare sotto una luce particolarmente piacevole.
          Nel 1854 Star ou Y de Cassiopée di Charles Defontenay, primo vero « space-opera » che fa evoluire-astronavi antigravitazionali in un sistema stellare triplice. Lungarnente dirnenticato, questo romanzo, riscoperto da Raymond Queneau nel 1949, è stato ristampato nella collezione « Présence du Futur » Edizione Denoël nel 1972.
          Ma gli avvenimenti precipitarono. Libri, giornali e riviste proliferarono spargendo il virus della lettura nei diversi strati della popolazione. Il tempo dei settimanali scientifici e delle collezioni d'avventura non è lontano. Nel 1856, Téophile Gautier, un altro grande romantico (1811-1872), già responsabile di un'evasione romanzata di Napoleone, da Sant'Elena, per via sottomarina (Les deux étoiles, 1848, diventato La bella Jenny, 1865) racconta una storia di scambio di corpi con Avatar. Nel 1858, Joseph Dejacque (1822-1864 circa) pubblica da New-York dove si è rifugiato (gli anarchici sono mal visti nel Secondo lmpero !) L'Humanisphère un'utopia che trascina la sua idea d'una società senza costruzioni. Poi Edmond About (1828-1885), un brillante giornalista e scrittore che diventerà accademico di Francia, scrive uno dopo l'altro nel 1862 Les cas de M. Guérin, una strana storia di un uomo incinto che partorirà con un taglio cesareo, L'homme à l'oreille cassée sul tema dell'ibernazione, e ultimo Le nez d'un notaire, faceta reazione d'un innesto.
          Allora inizia la carriera di uno degli scrittori internazionalrnente più conosciuti : Jules Verne (1828-1905). Si è talmente scritto sull'autore dei « Viaggi straordinari » che sarebbe illusorio volerlo presentare in qualche riga. Ma se non è il primo degli anticipatori contrariarnente alla credenza popolare, rimane incotestabilmente il primo ad aver preso sufficientemente sul serio il racconto d'ipotesi scientifiche avendone scritto più d'una trentina sui centinaio di titoli che compongono la sua opera. Citiamo, a caso, Cinque settimane in pallone, uscito nel 1863, Viaggio al centro della Terra (1864), Dalla Terra alla Luna (1865). Intorno alla Luna e Ventimila leghe sotto i mari (1870), L'isola misteriosa (1875), Hector Servadac (1877), Il mondo sotto sopra (1889), Il Castello dei Carpazi (1892), La sfinge dei ghiacci (1897), Il Padrone del Mondo (1904), L'eterno Adamo, romanzo post cataclisrna (1910) e, lo stesso anno, L'étonnante aventure de la Mission Barsac, due opere postume. Non si puo dubitare che la maggior parte delle idee sviluppate da J. Verne siano state prese in prestito per lo più ad alcuni dei suoi predecessori, ma quello che senz'altro ha dato forza ed ha assicurato il successo dei suoi scritti sta nella precisione della visione, sufficientemente vicina all'attualità per risultare credibile. E non bisogna sottostimare nemmeno uno stile particolarmente scorrevole e un acuto senso del montaggio. Quasi ottant'anni dopo la sua morte, Jules Verne sembra addirittura ritrovare una nuova giovinezza e la. riedizione delle sue opere complets viene fatta da numerosi editori.
          Il 20 marzo 1864 viene pubblicato il primo nurnero di « Magazine d'éducation et de récréation » che contiene essenzialmente Jules Verne, André Laurie e H.Rider Haggard. Questo periodico dell'editore Hetzel durerà fin dopo il 1905 (due serie successive). Pubblicazione per ragazzi era stato tuttavia preceduto nel suo genere da « Le journal des Enfants » — creato nel 1832, su cui apparve tra gli altri « Aventures de Robert-Robert » di Louis Desnoyers (1802-1868), il fondatore di « Charivari », avventure che sono state ristampate fino ai nostri giorni.
          Un Voyage à Venus, con un razzo a reazione, è irnmaginato nel 1865 da Achille Eyraud. Charles Cros (1842-1888), il celebre inventore del paleofono (principio del fonografo) pubblica nel 1872 Un drame interastral in cui un giovane innamorato di una venusiana inventa un mezzo per comunicare con lei. George Sand (1804-1876) s'impegna anche lei in un viaggio al centro della Terra con Laura (1868). Il 4 settembre 1877 appare il primo numero di « Journal des Voyages et des Aventures de Terre et de Mer ». Il disegno della copertina, firmato Castelli e Leray è particolarmente avvincente e s'intitola Un châtirnent de criminels. È destinato ad illustrare le Aventures périlleuses d'un marin français dans la Nouvelle Guinée, romanzo di Louis Tregan che inizia in questo fascicolo di 16 pagine in-folio insieme ad altri racconti fra cui Un drame au fond de la mer di R. Cortambert. Il tono è dato e questo settimanale, purtroppo « razzista, sadico, sciovinista » (P. Versins), avrà da quel momento in poi un ruolo considerevole nella diffusione del romanzo scientifico attraverso le cinque serie successive che ha avuto e che Io hanno portato fino al 1949. Con una presentazione spesso policroma a partire dalla seconda serie le « Le Journal des Voyages » accumulerà 2300 numeri circa di racconti di viaggi, d'informazioni etniche e geografiche in cui verranno illustrati la maggior parte dei grandi rornanzieri popolari : Jules Claretie, Louis Boussenard Louis Jacolliot, Albert Robida, Paul d'Ivoi, Jules Lermina, René Thèvenin, il capitano Danrit, Gustave Le Rouge, Gaston Leroux fra tanti altri. « Le Journal des Voyages » inaugura una nuova epoca durante la quale i periodici e le collezioni prenderanno un'irnportanza che non srnetterà di aumentare, al punto che possiamo considerare che oggi, fuori dalle collezioni e dalle riviste specialistiche, non appare più del 5% della produzione letteraria di fantascienza. (E quest'osservazione potrebbe anche essere applicata al romanzo giallo). Del resto nasce a quell'epoca la prima collezione importante. Ben inteso si tratta di quella dei « Voyages extraordinaires » dell'editore Hetzel che produrrà inoltre un'altra collezione intitolata « Les Romans d'aventures » (Dal 1884 al 1905).
          Nel 1879 esce il primo racconto di un autore la cui importanza è quasi pari a quella di Jules Verne : Albert Robida (1848-1926). Les voyages extraordinaires de Saturnin Farandoul dans les 5 ou 6 parties du monde et dans tous les pays connus et même inconnus de Monsieur Jules Verne, sono una satira aperta di questo scrittore della casa editrice Hetzel. Ma Robida non si limita alla sola parodia ; attacca la società-contemporanea e fustiga il razzismo e il bellicismo. E quest'ampio racconto, lo illustra pure con 450 incisioni di sua composizione, perché Robida si rivela non solo eccellente scrittore ma anche disegnatore di talento. Per fortuna la sua opera non si fema qua. Le vingtième siècle (1882) racconta la vita quotidiena negli anni 1950. Lo completa con La vie électrique (1891). Seguiranno La guerre au vingtième siècle (1883), L'Horloge des siècles (1902) in cui il ternpo va improvvisamente all'indietro, L'ingénieur Von Satanas (1919), formidabile requisitoria contro la guerra e molti altri.
          Ma riprendiamo la nostra passeggiata cronologica. Nel 1880, primo tentative di pubblicazione di L'Eve nouvelle di Auguste, conte de Villiers de l'Isle-Adam (1838-1889) che dovrà aspettare il 1886 per vedere l'edizione completa del suo romanzo riintitolato L'Eve future. Sembra che l'autore avesse esagerato e disturbato l'opinione pubblica con questo amore assurdo di un aristocratico per una « androïde », robot a ciù Edison aveva dato un'anima. È ancora di robot ante litteram (ricordiamo rapidamente che questo termine fu inventato nel 1921 soltanto da Karel Capek in R.U.R.) di cui si tratta in Ignis (1883) del conte Didier de Chousy, satira scientifica molto discussa in cui l'autore inventa degli « atmosfiti ».. Di nuovo una satira con Les malheurs de John Bull di Camille Debans, ma è questa volta la guerra ad essere sotto tiro. È poi l'anno 1887 durante il quale parecchi eventi trattengono la nostra attenzione, a incominciare dalla nascita d'un nuovo settimanale La science illustrée che durerà fino al 1905 circa e che darà numerosi romanzi interessanti quest'argomento. Sono firmati Louis Boussenard, Albert Robida, André Bleunard (cui il racconto Toujours plus petit, uscito nel 1895, costituisce il primo viaggio nel microcosmo). Lo stesso anno uscirà pure De la Terre aux étoiles di Henry de Graffigny (1863-1942), viaggio astronautico nel sistema solare. Infine e soprattutto, J. H Rosny — Pseudonimo comune dei due fratelli Joseph Henri Boex, il maggiore (1856-1940) e Séraphin Justin Boex, il giovane (1859-1948) darà la sua prima opera congetturale : Les Xipehuz.
          Più di Jules Verne e di ogni altro autore della prima metà del novecento, J. H. Rosny rappresenta, agli occhi degli specialisti, il grande scrittore di questa fantascienza francese che ancora non porta questo nome. L'opera dei fratelli Rosny copre uno spazio di tempo considerevole dato che s'incrosta nella preistoria (La guerre du feu, 1909 ; Vamireh, 1892 ; Le félin géant, 1918) e insegue l'ultima fine della nostra razza (La mort de la Terre, 1910) passando per la conquista dello spazio (Les navigateurs de l'infini, 1925 ; Les astronautes opera postuma, 1960) e l'incontro con forme di vita extraterrestre (Les Xipehuz), senza dimenticare L'étonnant voyage de Hareton Ironcastle (1922) dove si scopre un frammento di pianeta naufragato sul nostro globo, tema trattato l'anno dopo da H.J. Magog in L'île tombée du ciel. « La sua immmaginazione, costretta nel quotidiano prova a sprazzi il bisogno di raccontare altro ; nei suoi romanzi preistorici si manifesta la sua ambizione di sognare (...) cosi come il suo gusto dei paesaggi apocalittici abitati da terrificanti fiere ; uno stile fut stranamente vigoroso, nello stesso tempo condensato e epico (... ) assicura a queste evocazioni la loro incontestabile seduzione », diranno J. Bellemin-Noël e J. Raabe al suo proposito nel V° volume di Histoire Littéraire de la France (Ed. Sociales).
          Ma non abbiamo terminato del tutto con l'anno 1887, c'è ancora André Laurie, discepolo e collaboratore di Jules Verne sotto il qual nome si nasconde Paschal Grousset (1845-1909), un giornalista repubblicano diventato deputato a Parigi nel 1893, André Laurie firmerà pure Les exilés de la Terre, Séléné-Company Limited, racconto quasi cataclismico di un'esperienza di avvicinamento della Terra e del suo satellite. Naturalmente André Laurie non si fermera a questo unico romanzo e darà nel 1895 Atlantis dove si incomincia a parlare di eventuali sopravissuti di questo continente scomparso e Spiridon-le-Muet (1906) in cui delle formiche tengono quasi completamente in uno stato di schiavitù un'intera colonia umana.
          Nel 1888, un altro scrittore di una certa importanza propone con Les secrets de M. Synthèse il suo primo contributo al romanzo scientifico. Louis Boussenard (1847-1910), dato che di lui si tratta, realizzerà una prolifica carriera. Ricorderemo soprattutto le numerose avventure di un Gamin de Paris, Dix mille ans dans un bloc de glace (1889). Les gratteurs de ciel (1908). L'essenziale della sua opera verra ristampata fin dopo la seconda guerra mondiale nell'edizione Tallandier, in particolare nei celebri « Tallandier bleus ». che incontreremo dopo.
          Con l'avvicinarsi del .nuovo secolo, opere e autori si moltiplicano ad un punto tale che, un censimento completo necessiterebbe un voluminoso catalogo. Meritano attenzione Georges Le Faure (1858-1953) e i suoi romanzi per i ragazzi : La guerre sous l'eau e Les robinsons lunaires (1892-1893) e soprattutto la sua collaborazione con Henry De Graffigny intitolata Aventues extraordinaires d'un savant russe (1892), 1800 pagine illustrate di un viaggio nel cosrno ; Camille Flammarion (1842-1925). il celebre astronome, con La fin du monde (1893) ma anche con Stella (1877), racconto di reincarnazione di una giovane coppia su di un altro pianeta, Uranie (1889), Récits de l'infini, diventato Lumen (1887) ; infine e soprattutto Paul d'Ivoi, pseudonimo utilizzato da Paul Deleutre, (1856-1915) i cui « Viaggi eccentrici », che iniziano con Les cinq sous de Lavarède (1894) cornprenderanno 21 titoli di cui ricorderemo particolarmente La capitaine Nilia (1898), racconto di un deviamento del Nilo, Miss Mousqueterr (1906) che si svolge nel misterioso Tibet, Le voleur de pensées (1910) cosi come le sue collaborazioni con il colonello Royet intitolate La patrie en danger (1904), storia di una guerra futura e Un la mystérieuse (1905) città di Finlandia diretta da uno scienziato dalle vedute troppo umanitarie e la cui opera verrà distrutta da rivoluzionari.
          Nel 1895, due fratelli, Auguste e Louis Lumière, inventano uno strano apparecchio chiamato cinematografo. Presto, grazie ad esso, le più straordinarie finzioni potranno vivere su una tela bianca chiamata schermo. L'anno seguente, il capitano Danrit (alias Emile Driant, un militare cui l'amicizia con il generale Boulanger — ne aveva sposato la figlia !- gli è valsa di essere allontanato da ogni promozione) termina la redazione di una prima serie di guerre future tutte azimut, La guerre de demain (1889-1896) per un totale di più di 7.000 pagine di allegre ecatombi prefiguranti il destino stesso dell'autore che soccomberà nel bosco des Caures, vicino a Verdun, alla testa delle sue truppe, nel 1916.
          Lectures pour tous., un mensile diretto da Hachette, vede ü giorno nel 1898. Questo periodico durerà fïno al 1940 e pubblicherà in particolare i vincitori del Premio Jules Verne la cui prima edizione andrà dal 1927 al 1933. Conserveremo di questa lunga esistenza il ricordo dei romanzi di Ocatave Béliard (morto nel 1951), di J.H. Rosny Senior, di Max Begouen (Quand le mammouth ressuscita, 1928) e di Jean de Quirielle (Les voleurs de cerveaux, 1920).
          E chiudererno il secolo con Lettres de Malaisie (1898) di Paul Adarn (1862-1920), una Utopla nella quale l'energia sessuale è captata per servire la ricerca scientifica.
          Con l'inizio del novecento, è sempre più scomodo seguire una per una le opere pubblicate. La produzione si è talmente diversificata che segue da vicino la vita dei giornali e riviste e appare, spesso inattesa, in tutte le sue forme letterarie, dalle più sofisticate alle più popolari, dalla novella al romanzo passando dalla scena e, di già, al cinema. Cosi nel 1903, il primo Premio Goncourt è assegnato a John Antoine Nau (alias Eugène Torquet, 1873-1918) per Force ennemie che tratta di un transfert di spirito al di là degli spazi intersiderali. Nuovi nomi emergono tuttavia dall'enorme massa di racconti scientifici. Gustave Le Rouge (1867-1938) pubblica La princesse des airs (1902) seguita da Le sous-marin Jules Verne (1903), Le prisonnier de la planète Mars completato da La guerre des vampires (1908-1909), senza dimenticare Le mystérieux docteur Cornélius (1912-1913). Tutte queste opere sono state ristampate di recente nell'eccellente collezione -10/18« dell'Union Générale d'Editions per iniziativa di Francis Lacassin. Dimostrano » un'immaginazione, un lirismo sfrenati, serviti dal dono di far rivivere le sensazioni visive, auditive, tattili o olfattive « . (J. Bellemin-Noel & J. Raabe in Histoire littéraire de la France, già citato).
          È anche a partire dal 1902 che appaiono i primi illustrati, antenati dei Furnetti che invaderanno il mercato degli anni 30 : Les Belles Images (1902), L'Epatant (1907). La jeunesse Illustrée (1903). Questi periodici per ragazzi accoglieranno largamente i romanzi a puntate di anticipazione scientifica.
          Ed è anche dal 1898 ma soprattutto dal 1903 che furono proiettati i films di Georges Mélies (1861-1938), principe dell'incantesimo, re dell'animazione, genio dei trucchi degli inizi del cinema di cui mai si dirà abbastanza la parte importante che ebbe nell'evoluzione della settima arte. Ricordiamo almeno Le voyage dans la Lune (1903), Le Voyage à travers l'impossible (1904), 20.000 lieues sous les mers (1907), La conquête du pôle (1912). Il suo più serio concorrente fu Ferdinand Zecca (1864-1947) della Pathé, che realizzerà anche lui un Voyage dans la Lune (1905) seguito dal Voyage autour d'une étoile (1906). Sfortunatamente, dopo promettenti inizi, il cinema francese ritroverà raramente il cammino dell'immaginario cosi come lo vedremo in questo pellegrinaggio temporale.
          Qualche autore importante fa ancora la sua apparizione in questo inizio di secolo. Gaston Leroux (1868-1927), padre del celebre Rouletabille e uno dei primi grandi romanzieri della letteratura poliziesca, dà nel 1903 La double vie de Théophraste Longuet, racconto dello choc fra il presente e il passato per reincarnazione interposta.. Riprenderà la finzione scientifica in cui gli omicidi sono perpetrati con l'aiuto di nuove invenzioni, poi con la Poupée sanglante e La machine à assassiner (1924) in cui si muovono robots provvisti di cervelli umani. Han Ryner (Henri Ner 1861-1938) si sforza in particolare di diffondere il pacifismo : Le sphynx rouge, roman individualiste (1905) dove degli « assassini di guerra » assassinano i capi di Stato nella speranza di far cessare un conflitto ; Les Pacifiques (1914) che ci fanno ritrovare gli Atlantidi, e questa volta in un paese dal regime anarchico e perfetto ; infîne Les Surhommes, roman prophétique (1929), storia di una nuova razza spuntata dopo un cataclisma.
          Il primo nurnero di « Je Sais tout », una rivista delle edizioni Pierre Lafitte che doveva far concorrenza a « Lectures pour Tous » esce il 15 febbraio 1905. Questa nuova rivista, che durerà fino al 1939, pubblicherà anch'essa numerosissirni racconti di fantascienza tecnologica, spesso in preoriginale. Verrà pure creato un prernio nel 1921 destinato a ricompensare un « Romanzo scientifico e di avventure. » Clément Vautel, J.H. Rosny Senior, Gaston Leroux, Bernard Kellermann (Le tunnel, 1914, pubbhcazione interrotta ispiratnce di un film di Kurt Bernhardt nel 1933 la cui versione francese sarà interpretata da Jean Gabin), Maurice Leblanc, Pierre de La Batut (La jeune-fille en proie au monstre, 1921) vi furono pubblicati.
          Anche l'anno 1908 rivela essere molto ricco di nuavi talenti. Raymond Roussel (1877-1933), uno dei precursori del surrealismo, fa pubblicare le sue Impressions d'Afrique e sarà recidivo con Locus Solus (1914), due opere « in ciù ci troviamo in presenza della fînzione tecnica allo stato puro, esaltata da una scrittura ammirevole » (Pierre Versins). Si potrebbe citare L'île des pingouins di Anatole France (1884-1924) essenzialmente allegorica. Ma sono soprattutto Jean de La Hire (1877-1966) e Maurice Renard (1875-1939) ad interrompere per qualche momento il nostro avanzare sul filo degli anni.
          Il prirno, il cui vero nome è Adolphe d'Espie de la Hire, veniva promosso fin dal debutto alla grande letteratura e certi lo consideravano il successore di Emile Zola. Il successo di La Roue Fulgurante (1908), storia di dischi volanti che si svolge in parte sul pianeta Mercurio, dedicato a Michel Zévaco e pubblicato a puntante su « Le Matin », finalmente decise una diversa carriera. Questa sarà abbondante in romanzi di anticipazione scientifica dove il bene e il male si affrontano nella maggior parte dei casi sotto forma di due personaggi antinominici : Léo Saint-Clair detto il Nictalope (perché ha la facoltà di vedere di notte) e Leonid Zattan (o Glô von Warteck o Mezarek) ; incarnazione del terrore e dello spavento, perché Jean de La Hire, autore popolare innanzi tutto, utilizza gli impulsi tradizionali di questo genere. Usciranno poi negli anni seguenti, fra gli altri : L'homme qui peut vivre dans l'eau (1908) Le Mystère des XV (1911) tentativo di colonizzazione interplanetaria, Le corsaire sous-marin (1912), Au-delà des ténèbres (1916) che si svolge nel XXX° secolo, e naturalmente Lucifer (1922), Belzebuth (1930), Les mystères de Lyon (1933) avventure del celebre Nictalope menzionato sopra.
          Il secondo, Maurice Renard, è considerato il miglior scrittore di anticipazione degli anni 1900-1930, fra J.H. Rosny e Jacques Spitz, che incontreremo più avanti. « Il suo spiccato gusto per l'orrore scientifico », dicono J. Bellemin-Noel e J. Raabe, « ne fa il rniglior rappresentante francese della tradizione britannica che va dal Frankenstein di Mary Shelley al I)octor Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson ». Le docteur Lerne sous-dieu, pubblicato in quell'anno 1908 e in cui uno scienziato si dedica a innesti animali fino ad arrivare a innesti di cervelli è presto seguito da Le péril bleu (1910), rimarchevole romanzo dove 1'umanità costituisce il bestiame sottoatrnosferico di una razza superiore. Verranno poi fra gli altri L'homme truqué (1921) un cieco provvisto di elettroscopi, Le singe (1925) — in collaborazione con Albert-Jean — non meno rimarchevole racconto d'atmosfera e di creazione di androidi, Un homme chez les microbes (1928), relazione di un viaggio nel microcosmo.
          Nel 1912, le edizioni Mericant lanciano una collezione : « Les récits mystérieux » in cui figurano numerose anticipazioni, ma che durerà due anni solamente. Nuovo tentativo di collezione specialistica, « Le roman scientifique », (Belgio 1913) : un solo titolo apparso. AI cinema, vediamo Un obus sur Paris, di Henri Fescourt, opera quasi premonitoria. E mentre scoppia la guerra, l'anno di pubblicazione di La conquête d'Anthar di Marcel Roland, un romanzo dei tempi da venire che già aveva fatto precedere da Le déluge futur (1911), la causa dell'anticipazione scientifica sembra ben intesa. I domani felici sono fuggiti definitivamente per cedere il posto ad una « nuova sorta di epopea che accentuerà i suoi colori di terrore e di crudeltà ». (J. Bellemin-Noel & J. Raabe). Una eccezione a questa regola : Voyage au pays de la quatrième dimension (1913) del giornalista Gaston de Pawloswky (1874-1933) nel quale 1'umanità potrà conoscere la felicità.
          Nel 1919 escono parecchi rornanzi di Maurice Leblanc (1864-1941), soprattutto conosciuto per aver creato il personaggio di Arsenio Lupin, ladro gentiluomo. Les trois yeux. che ci interessa. particolarrnente, ha come tema la comunicazione interplanetaria fra la Terra e Venere e la restituzione cinematografica del nostro passato grazie a dei films girati dagli abitanti di questo pianeta. L'anno seguente, Leblanc riprenderà il romanzo scientifico con Le formidable événement che vede sparire la Manica e riunirsi la Gran Bretagna e la Francia sotto forma di una penisola. Il 1919, è pure l'anno di nascita di un periodico « Sciences et Voyages » (1919-1935) dedicato alla volgarizzazione scientifica ma che praticamente non cesserà di pubblicare puntate di romanzi di grande intéresse, come La fin d'Illa (1925) di José Moselli, Les chasseurs d'hommes (1929-30) di René Thèvenin, Sur l'autre face du monde (1935) di A. Valerie.
          Torniamo per un istante a José Moselli che offre la caratteristica di una produzione fra le più importanti che sia mai stata realizzata e senza la rninima pubblicazione in libreria (se non in una data recente quando l'enorme talento di questo autore fu infine riconosciuto). La sua opera di fantascienza è esemplare : Le conquérants de l'abîme (1922) deviano il Gulf Strearn per riscaldare il Labrador ; Le messager de la planète (1924) deposita un abitante di Mercurio al polo Sud ; La fin d'Illa (1925, il suo capolavoro) è quella del continente Mu ; per quanto riguarda La guerre des océans (1928-29) è fatta da uomini resi anfibi sostituendo loro un polmone con delle branchie.
          Nel 1920, Claude Farrere, futuro accademico di Francia (1876-1957), già responsabile nel 1911 di Maison des hommes vivants dove si effettuavano esperienze allo scopo di acquistare l'immortalità. Claude Farrere torna dunque all'anticipazione per darci una controutopia reazionaria : Les condamnés à mort, dove « operai schiavi si rivoltano in una città futura, ma saranno vinti grazie ad un raggio che disintegra istantaneamente la materia » (F. Daussy in La littérature française de science-fiction dans la première moitié du XXème siècle, memoria di laurea in filosofia, Clermont-Ferrand 1975). Nel 1921, le edizioni Ferenczi lanciano la loro collezione « Les romans d'aventures ». A partire da questa data e fino alla fine degli anni 30, Ferenczi, Tallandier, Fayard fra altri editori si abbandoneranno ad una specie di lotta con collezione di avventure interposte di cui la più celebre sarà incontestabilmente la « Bibliothèque des Grandes Aventures » (Tallandier) dal 1923 al 1941 circa (chiamata pure « Les Tallandier Bleus ») che diede, in differenti serie, quasi 650 titoli di cui 150 circa sono romanzi scientifici.
          Nel 1921, Théo Varlet (1878-1938), associato con Octave Joncquel, pubblica la sua Epopée Martienne in due volumi : Les Titans du ciel e L'agonie de la Terre. Sempre riuniti, i due autori daranno ancora nel 1923 un'interessante variazione di La machine à explorer le Temps di H.G. Wells con La belle Valence. Paul Féval figlio (1860-1933) e H. G. Magog si associano pure per scrivere nel 1922 il primo dei sei volumi di Mystères de Demain, che si svolgono in un lontano futuro. Una donna — finalmente ! — Noelle Roger (in realtà Hélène Pittard-Dufour, 1874-1953) scrive lo stesso anno in Svizzera Le nouveau déluge prima anticipazione di una serie importante e piacevole di cui citeremo ancora Le nouvel Adam (1924), Le soleil enseveli (1928) Le chercheur d'ondes (1931) e, soprattutto, La vallée perdue (1939) che dà riparo nel cuore stesso della Svizzera a una civilizzazione sconosciuta. Sempre nel 1922, certo Léon Creux rintraccerà Le Voyage de l'Isabella au centre de la Terre e la scoperta di una anti Terra.
          L'anno seguente Fernand Mysor realizzza con Les semeurs d'épouvante un tuffo collettivo nel tempo dei dinosauri e Luitz-Morat dipinge con il film La Cité Foudroyée una distruzione immaginaria di Parigi cui dobbiamo l'originalità soprattutto allo scenarista Jean-Louis Bouquet (1898-1978).
          L'anno 1925 potrebbe essere quello di André Armandy (pseudonimo di André-Albert d'Aguilard, 1882-1958) con Le nord qui tue e soprattutto Le démon bleu in cui appaiono uomini larve. Nel 1927 è creato il Premio Jules Verne di cui abbiamo già segnalato l'esistenza a proposito della rivista « Lectures pour Tous ». Durante gli anni seguenti sarà attribuito, in particolare a L'Ether Alpha (1929) di Albert Bailly dove si incontrano dei « figli del radium » sul nostro satellite. Nel 1927 esce ancora Les petits hommes de la Pinède di Octave Béliard, storia dell'amore impossibile di un uomo per una donna appartenente al microcosmo. Non possiamo più passare sotto silenzio Radio-Terreur di Eugène Thébault, in cui uno scienziato pazzo tenta di distruggere il mondo. Segnaliamo anche Le Napur, fléau de l'an 2227, di Léon Daudet (1867-1942) membro dell'Accademia Goncourt fîglio del celebre autore di Les lettres de mon Moulin, sposato con Jeanne Hugo, la nipotina dello scrittore, dal 1891 al 1895. Questo racconto vede la materia viva volatilizzarsi e fu pubblicato lo stesso anno in cui, incarcerato a seguito di un processo, Daudet era evaso in Belgio. E a proposito di Belgio notiamo che certo Georges Sim pubblico nel 1928 Le Roi des glaces, Les nains des cataractes e qualche altra opera minore marcata tuttavia dalla finzione scientifica. Si tratta beninteso dello pseudonimo di Georges Simenon, il padre del Commissario Maigret.
          I cinque anni che vanno dal 1928 al 1933 si rivelano ancora molto interessanti grazie al numero eccezionalmente alto di collezioni che ospitano opere congetturali. Sarebbe follia pensare di poter citare non fosse altro che il decimo dei titoli pubblicati durante questo periodo. Fra i rnigliori, Trois ombres sur Paris (1928), di H.G. Mazog dove uno scienziato, sviluppando dei cervelli crea superuomini ; Felifax, (1929) di Paul Féval figlio, storia di un uomo tigre concepito da una donna inseminata artificialmente con lo sperma di una tigre ; La révolte des pierres (1930) di Léon Groc (1882-1956) che vede prepararsi un'invasione di Seleniti, creature minerali. Diversi racconti considerano la fine della civilizzazione con La mort du fer (1931) di S.S. Held, La mort de l'or (1933) di Pierre Hamp, e quelli che annunciano un prossirno conflitto con la Germania si moltiplicano : L'Allemagne attaquera le... (1932) di Jean Bardanne, On se bat dans l'air (1933) di Roger Labric. Ma i migliori rimangono i racconti di Eugène Thébault (già citato) : Les deux reines du pôle Sud (1932) con una civilizzazione magnetica proveniente dai Sumeri, di Raymond de Rienzi Les formiciens (1932) racconta una fantastica epopea dell'era secondaria in cui gli attori altro non sono che formiche. E per non dimenticare il cinema, Abel Gance realizza nel 1930 La fin du monde, poi, nel 1931 René Clair gira A nous la liberté sul automazione abusiva. Qualche anno dopo, certe similitudini in I tempi moderni di Charles Chaplin rischieranno di scatenare un processo che il cineasta francese, arnmiratore di Charlot, riuscirà ad evitare al suo collega inglese.
          Il fumetto, dal canto suo, subiva i primi assalti anglosassoni. Mickey, Robinson lanciavano stù mercato nuove figure : Tarzan, Guy l'Eclair alias Flash Gordon, Mandrake. Una pagina stava voltandosi. La letteratura francese di anticipazione scientifica faceva tuttavia faville grazie a Régis Messac (1893-1945) il cui Quinzinzinzili (1935) è tutto cio che ricordano del Pater Noster (per alterazione di qui es in coeli) i ragazzi sopravvissuti a una guerra chimica futura. Ma La cité des asphyxiés (1937), dello stesso autore, non è meno intéressante e rinnova il viaggio nel tempo. R. M de Nizerolles (alias Marcel Priollet) pubblica interminabili fascicoli di avventure planetarie e interplanetarie : Les aventuriers du ciel (1935-1937), Les robinsons de l'île volante (1937-1938). L'accade — mico André Maurois, dopo numerose incursions nell'immaginario scientifico e utopico (Voyage au pays des Articoles, 1927 ; Le peseur d'âmes, 1931) redige nel 1937 La machine à lire les pensées. Ma toccherà a Jacques Spitz (1896-1963) il terribile onore di chiudere un'epoca con una produzione che si avvicina sempre più allo spirito fantascientifico nel senso rnoderno del termine, senza per questo abbandonare la lunga tradizione che con lui morirà. Degli otto romanzi che pubblicherà fra il 1935 e il 1945, ricordiamo L'Agonie du Globe (1935) nel quale la Terra è tagliata in due, Les évadés de l'an 4 000 (1936) in cui il raffreddamento del globo obbliga un gruppo di sopravvissuti a fuggire verso Venere, La guerre des mouches (1938) che vede questi insetti mutanti sostituire gli uomini, L'homme élastique (1938) che dirnostra che gli esseri possono essere ingranditi o rirnpiccioliti a volontà, L'oeil du purgatoire (1945) infïne dove un'invenzione permette all'occhio di vedere l'avvenire.
          Ma siarno giunti alla seconda guerra mondiale.
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