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Petite Histoire de la Science-Fiction Française et de l'édition de science-fiction en France de 1371 à 1981.

Jean-Pierre FONTANA

Grande Enciclopedia della Fantascienza, Del Drago, novembre 1981
 FRANCE 
Traductions disponibles

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          III — TERZO PERIODO : LA FANTASCIENZA MODERNA.
          René Barjavel (nato nel 1911) marca veramente la transizione fra l'epoca del romanzo scientifico e quella della fantascienza cosi come la vediamo oggi. Ravage (1943) costituisce il prirno contributo di questo tipo. « Violentemente antiscientifico, molto marcato dalla guerra in atto quand'era in via di redazione » (J. Sadoul in Histoire de la Science-Fiction — Moderne, ed. Albin Michel, 1973 ; reèd. J'ai Lu 1975) questo romanzo apocalittico reazionario vale essenzialmente per la sua qualità letteraria e il suo realismo intrinseco. Sarà seguito un anno dopo da un argomento molto più ardito sul piano della tematica : Le voyageur imprudent, storia di spostamenti temporali e dei loro paradossi. Poi verrà Le diable l'emporte (1948) che tenta di trovare una spiaggia di sopravvivenza per gli sfuggiti a guerre future. Ma René Barjavel non si ferma qua. Ci saranno in seguito altn romanzi da Colomb de la Lune (1962) a Une rose au paradis (1981) passando da La Nuit des temps (1968) e Le grand secret (1973). La alta tenuta letteraria della sua opera e la sua accessibilità spiegano senza dubbio un successo che non sarà senz'altro eguagliato da un Pierre Boule o un Robert Merle qualche anno dopo.
          Comunque verso il 1945, la rinascita si à messa in marcia. Delle opere direttamente ispirate allo choc di Hiroshima vengono pubblicate : S'il n'en reste qu'un, di Christophe Paulin (1946), Le dernier blanc di Yves Gandon (1945), Et la planète sauta, di B.R. Bruss (1946), ma fortunatamente altri esplorano orizzonti un po' meno bui come Echec au temps (1945) di Marcel Thiry (nato nel 1897) che tenta di far deviare la storia a partire della battaglai di Waterloo, Tous les hommes sont mortels, (1946) di Simone de Beauvoir (nata nel 1908), tutti gli uomini si, salvo Fosca che aveva bevuto l'elisir di lunga vita, saranno condannati a vivere fino alla fine dei secoli. Ed è ancora La chute dans le némt (1947) di Marc Wersinger (nato nel 1909), un giornalista che rinnova e prolunga drammaticamente il tema del viaggio nel microcosme ; o La schiuma dei giorni (1947) di Boris Vian (1920-1959) che firmerà l'anno seguente E uccideremo tutti i racchioni sotto uno pseudonimo celebre quanto il suo nome Vernon Sullivan, due opere che non è utile situare, visto la loro celebrità. Ma a partire dal 1945, un nuovo fenomeno incomincia a espandersi : l'edizione di riviste e di collezioni specialistiche. Se le prime hanno vita effimera (« Futura » 1945 o « Anticipations », 25.09.1945 a maggio 1946 in Belgio), in compenso nel 1948 « Sciences et Aventures » delle edizioni Magnard, destinata ai ragazzi, porterà fino nel 1963 dodici romanzi di Pierre Devaux e di H. G. Viot principalmente ; nel 1949, le edizioni du Sillage produrranne quattro titoli di una collezione intitolata « Les horizons fantastiques » e soprattutto, nel 1951 nasce « Le rayon fantastique » pubblicato congiuntamente da Hachette e Gallimard sotto la direzione di Georges Gallet e Stephen Spriel (alias Michel Pilotin). Ma non corriamo tropo. Nel 1950 usciva un libricino intitolato La littérature française d'imagination scientifique. Il suo autore, Jean-Jacques Bridenne, « vi studiava la posteriorità letteraria di Jules Verne e l'avvento di cio che sarebbe poi stata la fantascienza » (Monique Battestini). Dobbiamo veramente rammaricarci che quest'ultima, irnportata dagli Stati Uniti — o almeno la sua denominazione stessa — abbia finito col cancellare nello spirito dei più il fatto che la Francia disponeva di un passato molto importante, senza dubbio più importante di quello di una nazione che presto pretese esserne la créatrice. Probabilmente sono stati coloro che pretendevano esserne i profeti e i divulgatori ad accelerarne involantariamente l'oblio. Fra i quali, i membri del « Club des Savanturiers » : Michel Pilotin, fondatore, Pierre Kast, Raymond Queneau, Audiberti, Maurice Blanchot, France Roche e Boris Vian.
          Ma ritorniamo ora al « Rayon fantastique ». Fra il 1951 e il 1964, anno in cui scomparve, 119 volumi furono pubblicati fra i quali 40 erano di scrittori francesi. Uno dei migliori fu senza dubbio alcuno Francis Carsac (1919-1981) autore di « Space-opera » rimarchevoli, il cui capolavoro rimane forse Ceux de nulle-part (1954) che vedeva muoversi i Misliks spegnitori di soli, ma non bisogna dimenticare anche Ce monde est nôtre (1962), senza dubbio ispirato alla guerra di Algeria. Il suo vero nome era François Bordes, questo preistorico di fàma ha marcato il primo periodo della fantascienza francese con la sua forte personalità. Fra gli altri scrittori resi noti dal « Rayon Fantastique-, dobbiamo ancora citare : Gérard Klein, economista (nato nel 1937) già abbandontemente pubblicato nelle pagine della rivista » Fiction « , ma che il romanzo Le Gambit des étoiles (1958), che tratta di viaggi interstellari sul modello del gioco degli scacchi consacro definitivamente ; Charles e Nathahe Henneberg di cui parleremo più avanti ; infine e in particolare Daniel Drode, professore (nato nel 1932) il cui unico romanzo, Surface de la Planète (1959) non soltanto ottenne il premio Jules Verne, risuscitato fra il 1957 e il 1963, ma fu uno dei più controversi prima di essere rapidamente ammesso come »classico« , e certamente non fu a causa del suo argomento, anche se i prolungamenti del tema della sopravvivenza sotterranea — in seguito ad una guerra atomica — possono suscitare molti interessi, ma più probabilmente a causa della scrittura utilizzata, che intende proporre un linguaggio futuro.
          A partire dal 1961, gli articoli si diffondono, firmati Raymond Queneau, Stephen Spriel, Boris Vian (che tradurrà del resto uno dei prirni romanzi di Van Vogt al « Rayon Fantastique »), Michel Butor ; i tentative di creazione di collezioni si accelerano. Nel 1952, le editions du Fleuve Noir lanciano « Anticipation » che è a tutt'oggi la collezione francese più importante in quanto a titoli apparsi (il nurnero di 1 100 è stato raggiunto nell'Ottobre 1981). A parte qualche rara eccezione gli autori sono nazionali. Iniziata con la Tetralogia dei Conquérants de l'Univers (un quinto volume verrà in seguito) di F. Richard-Bessiere, questa collezione, prima diretta da F. Richard al quale succederà Patrick Siry verso la fine degli anni 70, pubblicherà in particolare l'essenziale dell'opera di Stefan Wul, (alias P. Pairault, nato nel 1922, di professione dentista) di cui parecchi romanzi sono veri capolavori d'invenzione poetica : Oms en série (1951) da cui sarà tratto il fîlm ; La planète sauvage (realizzatore René Laloux, disegni di Topor), Niourk (1957), storia di un bimbo negro su di una Terra devastata, L'orphelin de Perdide (1958), Piège sur Zarkass (1968) ecc... ; Gérard Klein ci darà anche parecchi volumi di grande qualità con il nome di Gilles d'Argyre ; André Ruellan (medico, nato nel 1922), dopo essersi distinto nella collezione « Angoisse » della stessa casa, consacrata questa al fantastico, pubblicherà con lo pseudonimo di Kurt Steiner tre titoli rimarchevoli : Aux armes d'Ortog (1960), Ortog et les ténèbres (1969). Brebis galeuse (1974). Ma non avremo qui la pretesa di citarne altri perché parecchie pagine non basterebbero. Osserviamo forse che se la qualità dei testi non è sempre stata eguale, in ragion diretta della dipendenza dalla produzione, la collezione ha avuto il merito d'imporre una fantascienza nazionale e di rivelare un importante numero di autori fra cui J.L. Le May, Gilles Thomas (alias Julia Verlanger), Pierre Suragne (alias Pierre Pelot), G.J. Arnaud, non sono i minori, e fra questi B.R. Bruss che abbiamo citato rnolto rapidamente un po più in alto. B. R. Bruss, (altro nome Roger Blondel — 1895- 1980) lo abbiamo visto, aveva pubbhcato il suo primo romanzo all'indomani della guerra. Era normale che venisse accolto nella collezione « Anticipation ». Gli fornirà una quarantina di romanzi fra cui Substance Arka (1956), Bihil (1961), Le grand Feu (1964). Del resto la sua produzione letteraria affluisce pure presso altri editori e con il suo altro nome. Sempre si distinguera per una sete di sogno, un humor sottinteso e un ottimismo a volte éclatante.
          E mentre altre collezioni continuano a nascere, che purtroppo dovremo ignorare qui, la fantascienza non è assente al di fuori di esse, lo testimoniano Les animaux dénaturés di Vercors (1952), Les mains du manchot, di Marianne Andrau (1953), due riviste importanti vedranno finalmente il giorno, a qualche settimana d'intervalle : « Fiction » (ottobre 1953) e « Galaxie » (novembre 1953).
          È della prima che parleremo qui, perché fu maggiormente aperta agli autori nazionali e grazie all'importante numero di pagine dedicate alla critica e all'informazione fu il riflesso della vita di questo genere letterario e la creatrice di una scuola francese. Diretta da Maurice Renault, il suo fondatore, successivamente da Alain Dorémieux (che oggi ancora ne è il redattore dopo un breve interregno di Daniel Riche) « Fiction ». accolse fin dal 1954 giovani scrittori francesi a cominciare da Jacques Sternberg (nato nel 1923). Possiamo dire oggi che la grande maggioranza degli autori nazionali hanno fatto il loro debutto sulle sue pagine o su quelle di « Satellite » che incontreremo più avanti. Fra i più interessanti scrittori di novelle che vi si distinsero, Michel Ehrwein (nato nel 1934) e Michel Demuth (nato nel 1939) non concretizzarono purtroppo il loro talento nel romanzo, anche se il più giovane dei due, che diventerà direttore letterario e traduttore, ha potuto riunire in volumi numerosi testi ed in particolare il suo ciclo di « Galaxiales », storia gigantesca del futuro come solo gli scrittori americani avevano fin d'ora tentato di redigere. Ma all'origine di « Fiction », bisogna tuttavia menzionare Jacques Bergier (1912-1978), scientifico, partigiano durante l'ultima guerra, poligrafico. L'ombra di questo personaggio simpatico quanto erudito incomberà per più di venti anni su di un gran numero d'imprese e di manifestazioni. È uno di quelli che, alla libreria « La Balance » di Valérie Schmidt, formarono i primi gruppi di fans di questo genere nuovo. Incoraggio numerosi scrittori e fu l'ispiratore di un gran numero delle loro opere. Più tardi, in soceità con Louis Pauwels con cui aveva composto il celebre e discusso Matin des magiciens (1960), animerà la rivista « Planète » (1961-1968) non meno discussa e discutibile. Attorno ad una moltitudine di articoli a volte poco attendibili o a imprecisioni, Jacques Bergier, che diresse inoltre diverse collezioni in particolare con il suo amico Georges Gal — let, fu una figura importante che Herge, il disegnatore di Tintin e Milou, ha irnmortalato in un celebre fumetto del suo eroe : Vol 714 pour Sydney (1967).
          La caratteristica principale degli anni 1953 a 1964 risiede senza dubbio nel proliferare di nviste e collezioni ma anche probabilmente nell'insignificanza della maggior parte di queste ultime che hanno contribuito alla loro rapida fine. Fatta eccezione per « Présence du Futur » che Denoël lancio nel 1954 (e che esiste sempre !), per la collezione « Anticipation » del Fleuve Noir già menzionato ; le altre sono tutte sparite. La « Série 2000 » delle éditions Métal (1954-1956) merita tuttavia di essere menzionata per la buonta qualità di certi romanzi francesi presentati, in particolare La naissance des dieux, di Charles Henneberg (1899-1959) e Le Titan de l'espace di Yves Dermèze (alias Paul Bérato, nato nel 1915).
          Abbiarno detto che il 1954 è stato l'anno de debutto di « Présence du Futur ». Diretta fino al 1976 circa da Robert Kanters, a cui è succeduta Elisabeth Gille, accoglierà la maggior parte dei grandi testi della fantascienza contemporanea e per quel che concerne il campo francese rivelerà al grande pubblico jean-Pierre Andrevon in particolare (1969, Les hommes-machines contre Gandahar). Costituisce attualmente una delle tre collezioni più interessanti, per l'importanza del suo catalogo da un lato e dall'altro grazie alla qualità costante delle sue pubblicazioni.
          È in dicembre 1957 che il primo numero della rivista « Satellite » vede il giorno sotto la protezione di Michel Benatre, direttore, e di Patrice Rondard (con lo pseudonimo di Hervé Callixte) redattore capo. Malgrado i numerosi difetti di cui il più grave fu senz'altro la mancanza di mezzi finanziari, « Satellite » ebbe il merito di tentare di esistere con un contributo francese importante. I nomi di richiamo furono quasi sempre quelli di Gérard Klein, Michel Demuth, Charles Henneberg. Si puo dire che questa rivista che duro fino in febbraio 1963, rimane a tutt'oggi il tentative più simpatico — e anche quello più riuscito — di inserire nel mercato un periodico che non abbia un vero legame americano, perché non bisogna dimenticare che se il « Galaxie » francese fu l'emanazione del « Galaxy » degli U.S.A., « Fiction » rimase quella di « The Magazine of Fantasy and Science Fiction ». Nel 1959 « Satellite » si prolungherà con una collezione intitolata « Les cahiers de la Science-Fiction » che no ando oltre il decimo numero e con un fumetto che non sistemerà affatto gli affari della rivista. È ancora nel 1959, che usci il primo numero speciale della rivista « Fiction », interamente dedicata agli scrittori francesi. Alain Dorémieux (nato nel 1933), il redattore e responsabile, vi partecipava con una novella rirnarchevole, La Vana, piena ch sensualità e tutta giocata sul tema di forme di vita umanoidi ; Philippe Curval, giornalista, (nato nel 1929) vi offriva C'est du billard che annunciava un autore di tipo surrealista che qualche anno dopo verrà riconosciuto come uno dei più originali. Questi numeri speciali si sono rinnovati e una trentina è stata pubblicata fino ad oggi, di cui 9 dedicati ai francesi, due all'Italia, due alla Germania e il resto ricopre il campo anglosassone. Per quel che riguarda il cinema, niente di rimarchevole ha accompagnato il fenomeno letterario. Ma un cantante-compositore-poeta, Guy Beart, (nato nel 1930) inizia nel 1957 con Le Terrien una serie di canzoni su temi stellari. Finirà col comporre un 33 giri intitolato Futur, Fiction, Fantastique (Disques Temporel, 1977). Ci sarà poi Belen, una giovane donna che non tarderà ad occuparsi di regia con il suo vero nome di Nelly Kaplan ; pubblicherà parecchie raccolte di novelle fra cui La géometrie dans les Spasmes (1959) che « Fiction » ha pubblicato in uno dei suoi numeri.
          Un altro tentative di rivista merita ancora l'attenzione : « Au-delà du ciel » (marzo 1958-febbraio 1961). Emanazione del mensile italiano « Oltre il Cielo » di Armando Silvestri (redattore capo : Cesare Falessi), permise a qualche lettore francese di scoprire i balbettii della fantascienza italiana quasi neonata, e in particolare i racconti di Lno Aldani (N.L. Janda), Sandro Sandrelli, Renato Pestiniero (Pi Erre) ecc.
          E per finire con gli anni 50 che avevano visto del resto debuttare le prime fanzine (« Le petit silence illustré », di Jacques Sternberg, « Ailleurs », di Pierre Versins) cosi come le prime trasmissioni radio di fantascienza (« Passeports pour l'inconnu » a Radio Losanna in particolare, a partire da Ottobre 1957), segnaliamo ur'ampia produzione dedicata in gran parte alla fantascienza ; quella di Henry Vernes (pseudonimo di Charles Dewisme) dedicata alle avventure di Bob Morane. E rimpiangiamo la prematura scomparsa di Charles Henneberg di cui ultimo romanzo, La rosée du soleil, appare nel 1959, l'anno stesso della sua morte, uno scrittore di cui Jacques Sadoul dirà che aveva « il senso dell'epico e dell'invenzione a livello di scenario ». Sua moglie Nathalie (1917-1977), riprenderà la sua opera nel 1961 con la pubblicazione di Les dieux verts. La pubblicazione di questo romanzo scatenerà numerose controversie in « Fiction » in particolare. Per gli uni ella rappresentarà una « lingua molto più ricca » rnentre altri la accuseranno di « cattivo gusto ». Scriverà diversi altri romanzi e numerose novelle di cui le migliori appartentono alla letteratura fantastica. La plaie (1964) è forse il suo capolavoro.
          Con l'inizio degli anni 60 si profila una crisi che durerà più di dieci anni. Certo, non si scatena bruscamente e, dal 1960 al 1963, altre collezioni tentano ancora di impiantarsi : « Science-Fiction » alle edizioni Ditis nel 1960, « Science-Fiction-Suspense » alle edizioni Daniber nel 1961. Invano. Malgrado tutto, « Planète », uscirà nel 1961, ma si tratta ben poco di una rivista di fantascienza. Lo stesso anno, appare ancora, sul modello del fotoromanzo « Star-Ciné-Cosmos » che propone in forma di fotogrammi, racconti tratti da films di fantascienza. Questa rivista riuscirà a fornire 81 numeri fîno al 1965. Ma nel campo delle riviste dedicate al cinema, l'avvenimento importante sarà la nascita di « Midi-Minuit fantastique » che durera dal 1962 al 1970 con 18 fascicoli debordanti di entusiasmo e di iconografïe su films fantastici e di fantascienza. Animata da Michel Caen, Alain Le Bris, Jean-Claude Romer ma anche da Jean Boullet e Francis Lacassin fra gli altri, questa rivista avrà una posterità fino ad oggi, attraverso numerose fanzine e riviste di cui « Mercury -Bis », « Mad Movies » e « L'Ecran Fantastique ».
          Se si dovesse tener valido qualcos'altro di questi ultimi anni di effervescenza, bisognerebbe prima di tutto citare l'inizio della pubblicazione di Galaxiales di Michel Demuth (1964), la pubblicazione del romanzo di Pierre Boule (nato nel 1912) La planète des singes (1963) di cui il cinema assicurerà il successo che si sà, infine quella delle prime tavole (1962) di Barbarella di Jean-Claude Forest (nato nel 1930) di « V Magazine » che Roger Vadim porterà allo schermo con i tratti di Jane Fonda nel 1968.
          E la traversata del deserto comincia, che vede nascere, quale conseguenza senza dubbio, numerose fanzine : « Lunatique » (di Jacqueline Osterrath) « Le jardin sidéral » (di Jacques Ferron), « Lumen » (di Claude Durnont), « Mercury » (di J.P. Fontana) « Nyarlathotep » (di R.Le Glocanec e Daniel Riche). Il numero di autori sembra scioglierse come neve al sole. « Fiction » sembra cercare invano nuovi talenti. Fra il 1964 e il 1968, solo Christine Renard (1929-1979), Daniel Walther (nato nel 1940), Jean-Pierre Andrevon (nato nel 1937), Serge Nigon (nato nel 1938) e Jean-Pierre Fontana (nato nel 1939) vi trovano ancora un posto. Tuttavia, le edizioni Opta hanno rilanciato « Galaxie » prolungata dalla collezione « Galaxie bis » e pubblicato i classici della fantascienza di una edizione numerata e lussuosa intitolata « Club du Livre d'Anticipation » per iniziativa di Jacques Sadoul (nato nel 1937) e di Alain Dorémieux. Ma al di fuori del Fleuve Noir, non vi è salvezza per gli autori perché le pubblicazioni diventano rare e il posto rnanca per accoglierne di nuovi. Questi lunghi anni terminano finalmente fine 1969 quando Gérard Klein riesce a lanciare alle edizioni Robert Laffont una nuova collezione « Ailleurs et Demain ». L'anno seguente, Jacques Sadoul, transfuga delle edizioni Opta, apre in seno alla collezione « J'ai Lu » una sezione fantascienza che avrà prestissirno un grande pubblico. Un anno dopo, sempre per iniziativa di Jacques Sadoul, sarà conferito il « Premio Apollo » che ricompensa il miglior romanzo pubblicato nel corso dell'anno precedente. Un nuovo slancio è dato. Non si è ancora completamente smorzato.
          Dal 1969, un importante contingente di articoli e di studi (il più celebre rimarrà un numero del « Magazine Littéraire » agosto 1969) hanno tentato di spiegare la fantascienza al grande pubblico, e lo stesso giornale « Le Monde » non rifiuta più di segnalare l'esistenza dei migliori romanzi con articoli di Jacque Goimard. Diverse manifestazioni si sono presto moltiplicate : « Mese della Fantascienza — a Grenoble (Dicembre 1971), »Settimana della Fantascienza« a Clermont- Ferrand (Marzo 1972) che darà luogo nel marzo del 1974 al » Primo congresso della Fantascienza francese« e al » Gran Premio della Fantascienza Francese- (per l'iniziativa di J. P. Fontana e del club « Promotion du Fantastique »), « Festival del Film Fantastico » di Parigi organizzato da Alain Schlockoff, (maggio 1972), infine il « Festival di Avoriaz » (Gennaio 1973).
          L'anno 1973, rappresenta forse quello della fioritura della fantascienza francese. In ogni modo ci regala tre opere importanti : La loi du Talion, un'eccellente raccolta di novelle di Gérard Klein che aveva pubblicato due anni prima e nella sua stessa collezione « Ailleurs et Demain » Les Seigneurs de la Guerre ; Tunnel, il romanzo più compiuto di André Ruellan, la storia di una donna mantenuta in vita fino alla nascita del figlio che porta ; infine Le temps incertain di Michel Jeury (nato nel 1934), primo« Gran Premio della Fantascienza francese », romanzo che segna il vero inizio di una folgorante carriera e che costituisce la prima tavola del suo umverso cronolittico che ritroverà l'anno seguente in Les Singes du temps. Questi tre volumi attestavano un'inattesa vitalità da parte di una fantascienza francese che si sarebbe potuta credere quasi defunta. La loro importanza fu grande perché altri autori non tardarono a voler seguire la stessa via. E vediamo apparire di nuovo Philippe Curval che fece esplodere il suo talento in L'homme à rebours (1974) racconto di un viaggio analogico, e che ottenne con questo romanzo il secondo « Gran Premio della Fantascienza Francese », poi in Cette chère humanité (1976) che strappo il « Prix Apollo » in barba agli americani mettendo in scena il mercato comune stesso.
          Abbiamo detto più in alto che le collezioni si moltiplicavano. Bisogna tuttavia fare una riserva in questo movimento entusiasta che finalmente offriva l'abbondanza ai lettori affamati. Raramente gli autori francesi furono accolti nelle initiative che nascevano di mese in mese. Le edizioni Marabout, che dedicavano ormai un grande spazio alla fantascienza gli davano tuttavia uno spazio non indifférente. Curval poteva pubblicarvici dopo un passaggio in ri — vista Les sables de Falun (1970 per Fiction) magnifico romanzo d'avventura spaziale zeppo d'invenzione, Jean-Pierre Fontana vi dava il suo primo romanzo La geste du Halaguen (1971, per Casterman e Fiction) una héroic-fàntasy incrostata sul tema di un viaggio millenario attraverso la galassia. Ma Stock con « Evasion » (1971), Albin Michel con « Science Fiction » che diventerà la collezione « Super-Fiction » (1972), J.C. Lattes con « Editions Spéciales » (1970 per le opere di Edgar Rice Burroughs poi 1972 per Conan e gli altri titoli), Opta con « Anti-Mondes » (1972), e « Marginal » (1973), Calmann-Lévy infine con « Dimensions S. F. » (1973) non lasceranno che un misero spazio agli autori nazionali. Per fortuna c'era il Fleuve noir e ben presto Denoël si sarebbe mostrato meno riservato con la prosa nationale ricevendo Philippe Goy, J.P. Fontana, Dominique Donay, Pierre Pelot, Bernard Villaret, Jean-Marc Ligny, e sempre Jean-Pierre Andrevon diventato dal 1968 il capifola della giovane fantascienza francese.
          Il bilancio era dunque positive dato che la fantascienza otteneva finalmente ovunque diritto di cittadinanza. Il ternpo degli autori francesi doveva ben arrivare. Nel 1971 un'iniziativa di Alain Dorémieux aveva permesso la pubblicazione dell'antologia francese Voyages dans l'ailleurs edito da Casterman. Nel 1975, la collezione « Constellation » dell'editore Seghers accoglierà a sua volta trè antologie nazionali di testi già pubblicati, è vero, fra il 1954 e il 1970.
          Ma.dobbiamo segnalare altre iniziative. Sono opera di eruditi che presentarono i primi grandi panorami sulla letteratura fantascientifica. Il 1972 ci dà la splendide, enorme Encyclopédie de l'Utopie et de la Science-Fiction di Pierre Versins (già citato). L'anno seguente, Jacques Sadoul pubblica (presso l'editore Albin Michel) una Histoire de la SF Moderne soprattutto impostata nel campo anglosassone. Nel 1974. Jacques Van Herp a sua volta pubblica un Panorama de la Science-Fiction (Ed. Marabout). Citiamo inoltre Clefs pour la Science-Fiction di Igor e Grichka Bogdanoff (Seghers @ 1976), La Science-Fiction par le menu, collettivo della rivista « Europe » (1977), Civilisation et divagations, di Louis-Vincent Thomas (Petite bibliothèque Payot, 1979, Science-Fiction & Histoires, collettivo edito da Seghers/Laffont (1981 Marzo), e Les pirates du paradis, essai sur la science-fiction di Alexis Lecaye (Denoë/Gonthier 1981) e certamente ne abbiamo dimenticati altri.
          Torniamo al 1974, anno in cui appare la Grande Anthologie de la Science-Fîcfion nei tascabili Hachette, sotto la direzione di Jacques Goimard, Demetre Ioakimidis e Gérard Klein. Vi sono presentati i temi essenziali della fantascienza moderna in 10 raccolte di novelle molto diverse di grandissima qualità. Questo stesso anno vedrà nascere parecchie nuove collezioni, in particolare quella della Libreria dei Charnps-Elysées : « Le Masque S.F. ».. Diretta in un primo tempo da Jacques Van Herp, e da Michel Demuth poi (2° trim. 78) questa collezione verrà interrotta nel 1981 dopo 116 volumi dei quali purtroppo pochissimi erano di autori francesi, a parte durante il periodo del suo primo responsabile.
          Nel 1975, la seconda « Convenzione della Fantascienza Francese » si svolse a Angoulème e « J'ai Lu » tento di introdurre una nuova rivista trimestrale : « Univers ». Rivista che cesserà nel 1979 per diventare un'antologia annuale. La casa editrica Opta pubblica « Nebula » che diffonderà, in alternanza con gli anglosassoni, i migliori racconti della « nouvelle vague francese ». Ma le riviste sono corrose dall'irnprovvisa esplosione delle collezioni, « Horizons du fantastique », nato per iniziativa di Dominique Besse durante il malessere del 1968 cessa la sua pubblicazione, cadendo subito dopo l'effimera « Aube enclavée » di Henri-Luc Planchat (1971-72). L'anno seguente vedremo nascere e morire cio che vi è di migliore e di peggiore in materia di riviste. « S. F. Magazine — (Ed. de France) dalle splendide illustrazioni, poi » Piranha« (Ed. Pierre de Lune), »Argon« (creato da Alain Detallante) o Chroniques Terriennes » di Hervé Desinge e Lionel Hoebecke, « Spirale » infine, emanazione dello Slan Club (1976).
          Nel 1977, le edizioni Opta, in difficoltà, autoaffondano « Galaxie » che accoglieva da qualche anno autori nazionali e dava carta bianca a Philippe Curval per esprimersi, nelle sue Petites Chroniques de Nuit, a proposito di tutto e della fantascienza in particolare. Questa disparizione trascina immediatamente con sè quella delle altre collezioni della casa, fatta eccezione per la rivista « Fiction », « Galaxie Bis » e per il C.L.A.(« Club du Livre d'Anticipation »). Per un felice concorso di circostanze, ma non sarà che un fuoco di paglia, la casa editrice Kesselring dà alla luce la rivista « Alerte » animata da Bernard Blanc (nato nel 1951) un franco tiratore della fantascienza militante, già responsabile della fanzine « Le citron hallucinogène » e che sarà recidivo nel terrorisme l'anno seguente con una bomba intitolata Pourquoi j'ai tué Jules Verne (« Dire », Stock). Accompagnata da una serie di antologie sotto il titolo collettivo « Ici et Maintenant », questa rivista sparirà nel 1980. « Mouvance », pubblicato da Bernard Stephan e Rayrnond Milesi che si presenta più come un collettivo annuale di cui possiamo rimpiangere la discreta diffusione dato l'alta qualità delle sue novelle e articoli, nasce quello stesso anno. Ma è soprattutto dalle parti delle edizioni Presses-Pocket che le cose si muovono grazie all'iniziativa di Jacques Goimard (nato nel 1934), uno storico convertito da lunga data, ardente difensore del « peplum » ai tempi in cui Ercole e Maciste frequentavano gli schermi, gastronome ed in particolare erudito. Una nuova collezione incomincia e la sua originalità risiede essenzialmente in una serie interna dedicata ad antologie di autore o tematiche e, più recentemente, nazionali. « Le livre d'or de la Science-Fiction ». Tuttavia Jacques Goimard non si ferma qua. L'anno dopo, alle edizioni Julliard, pubblicherà il primo volume di L'année de la Science-Fiction et du Fantastique, opera senza dubbio unica al mondo, che fa la recensione di tutti i libri, films, avvenimenti dell'anno trascorso e ne riprende le novelle migliori. A tutt'oggi sono stati pubblicati quattro grossi volumi.
          Malgrado tutto, a partire dal 1978, la recessione si fa a poco a poco sentire mascherata da brevi schiarite date da « Futurs », un mensile che non andrà oltre i sei numeri, e dall'avvio della collezione « L'utopie tout de suite ». delle edizioni Encre Noire : primo titolo : Le futur est en marche-arrière, eccellente raccolta di novelle di Pierre Christin. La quinta « Convenzione della Fantascienza Francese » si svolge a Yverdon (Svizzera) nella comice della « Maison d'Ailleurs », un museo della fantascienza creato da Pierre Versins (nato nel 1923) (indirizzo : 5, rue du Four, 1400 Yverdon) che è diventato il luogo di pellegrinaggio di tutti i ricercatori e i bibliografi.
          Poche novità nel 1979, cio che conferma il regresso dell'anno precedente. Le edizioni Lattès lanciano tuttavia una nuova collezione dietro l'impulso di Marianne Leconte (nata nel 1944), novellista e traduttrice che aveva assicurato, per qualche tempo, la redazione del fu « Horizons du Fantastique » : primo romanzo pubblicato : Les chiens, dAndré Ruellan, Les Nouvelles Editions Oswald pubblicano una bellissima collezione costituita da riedizioni d'introvabili e da qualche novità francese e straniera. Il Fleuve noir ha intensifîcato nettamente la produzione della serie « Anticipation » da poco associata ad una collezione di riprese : « Lendemains retrouvés » (in effetti a partire dal 1974). Un piccolo editore di provincia ha ancora tentato di impiantare una collezione a base di autori francesi : « Mémoires d'outre-ciel » (Ed. Garry), ma senza convincere. In effetti, il più importante avvenimento dell'anno si è prodotto alla televisione, su T.F.1. con la diffusions delle prime trasmissioni di Temps X, animato da Igor e Grichka Bogdanoff e che, ogni settimana dal 1981, fa il punto per quasi quaranta minuti sulle novità e le manifestazioni e proietta brani di film o propone delle interviste. Questa « rivista » pare abbia un pubblico di parecchi milioni di telespettatori.
          1980/1981 : fine del nostro percorso. Le ultime velleità di riviste, « Opzone » e « Sf et quotidien », ancora una volta non sono riuscite o si sono affondate nell'indifferenza di un pubblico maggiormente attratto, sembra, dal 'cinema che con le sue smaglianti prestazioni fa accorrere le folle. Tuttavia i realizzatori francesi hanno messo molto, prima di potere (o di osare) esprimersi nel linguaggio della fantascienza. Jean Pourtalé riesce a ricreare una personalissima versione del romanzo di Matheson, I am a legend con Demain les mômes (1976). Alain Jessua mette in scena Les chiens (1978) dal romanzo di André Ruellan. Bertrand Tavernier trae da The continuous Katherine Mortenhoe di D.G. Compton un film rimarchevole : La mort en direct con Romy Schneider. E Christian de Chalonge infine propone (nel 1980) un adattamento di Malevil di Robert Merle. Cio non elimina il fenomeno di disgregazione che intacca il mondo editoriale della fantascienza. E con « Masque S. F. » si interrompe pure la serie di fantascienza del « Livre de Poche » della Casa editrice Hachette, diretta dal 1977 da Jean-Baptiste Baronian e Michel Demuth. E la collezione di Robert Louit, « Dimensions SF » (Ed. Calman Levy), non propone nessun autore francese nel 1981 e riduce pure sensibilmente il numero delle nuove pubblicazioni. È tuttavia sulle sue pagine che Dominique Douay (nato nel 1944) è stato consacrato (La vie comme une course de char à voile, 1978) e Francis Berthelot vi aveva esordito in modo promettente (La lune noire d'Orion, 1980).
          Sarà l'inizio di una nuova crisi o come giustamente osserverà Gérard Klein in un articolo eccellente pubblicato in « L'année 1979-1980 de la Science-Fiction et du Fantastique » sarà soltanto che « non è ragionevole pensare che più di trecento titoli ogni anno possano trovare un pubblico ». Sarebbe più grave se solamente gli autori francesi fossero i primi se non i soli a dover soffrire di una reticenza « d'accettazione da parte del pubblico di una fantascienza autoctona » (Gérard Klein, ibid) tanto più che nuovi talenti appaiono : Serge Brussolo (Premio della Fantascienza francese con Vue en coupe d'une ville malade, Denoël, « Présence du Futur », 1980), Patrice Duvic (Naissez, nous ferons le reste !, Presses Pocket, 1979), Yves e Ada Remy (La maison du cygne, Laffont, « Ailleurs et Demain »,. 1978, Premio della Fantascienza francese,) come Pierre Pelot (nato nel 1945) che non solamente unisce la qualità alla produttività ma non finisce mai di stupirci con l'originalità della sua ispirazione : Transit (Laffont, 1977), Les barreaux de l'Eden (J'ai Lu, 1977). Foetus-party (Denoël, 1977), Le sourise des crabes, (Presses-Pocket, 1977), Parabellum Tango (J'ai lu, 1980), Les îles du Vacarme (Presses Pocket, 1981), senza dirnenticare Delirium Circus (J'ai lu, 1977, Premio della Fantascienza francese).
          E ricordiamo pure i nostrii illustratori che più hanno saputo imporsi sul mercato, soprattutto dopo la pubblicazione di « Métal Hurlant » (1975) : Philippe Druillet, Moebius, Enki Bilal, Philippe Caza, o ancora Wojtek Siudmak, Laverdet, Nicollet che con le loro illustrazioni abbelliscono le copertine di parecchie collezioni.
          In conclusione possiamo dire che, indipendentemente dai bei giorni passati, l'avvenire della fantascienza francese rimane ancora da fare anche se in Francia la fantascienza aveva già trovato una prima età dell'oro. Con dei valori sicuri come Michel Jeury (ormai tradotto negli Stati Uniti). Philippe Curval, o in un campo più vicino al « mainstream », Robert Merle (Les hommes protégés, Gallimard, 1974 ; Un animal doué de raison, Gallimard, 1967). Pierre Boulle e René Barjavel (già citati), la letteratura nazionale dovrebbe finire con l'imporsi e col persuadere i reticenti che l'immaginario non puo e non dev'essere un carnpo riservato ai soli anglosassoni. Possa questo modesto articolo averne dato una prova.

          Jean-Pierre Fontana (9 novembre 1981)
          (traduz. dal francese di Deanna Bernar)

          Collane specializzate di SF in lingua francese
          Le Roman scientifique (1913) Belgio
          Les Hypermondes (1935) Francia
          Futura (1945) Belgio
          Sciences et Aventures (1948) Francia
          Les Horizons fantastiques (1949) Francia
          Science Fiction (1950) Francia
          Le Rayon fantastique (1951) Francia
          Galaxie (1951) Francia
          Anticipation (1952) Francia
          Anticipation-Fiction (1962) Francia
          Temps futurs (1953) Francia
          Série Visions futures (1953) Francia
          Fantastic (1953) Francia
          Les Grandes Aventures du Nyctalope (1953) Francia
          Grands Romans Science Anticipation (1953) Francia
          Présence du futur (1954) Francia
          Frayeurs (1954) Francia
          Sélections fantastiques (1954) Francia
          Série 2000 (1954) Francia
          Cosmos (1956) Francia
          Succès Anticipation (1966) Francia
          Club Satellite (1958) Francia
          Science Fiction (1960) Francia
          Espions de Demain (1960) Francia
          Demain est là (1963) Francia
          Série Science Fiction (1964) Belgio
          Club du Livre d'Anticipation (1965) Francia
          Galaxie-bis (1965) Francia
          Ailleurs et Demain (1969) Francia
          Science-Ficton (1969) Svizzera
          Outrepart (1971) Svizzera
          Erotic Fiction (1971) Francia

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